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FESTA STORICA A MONTECORONE
Dal: 12/10/2006 - Al: 12/10/2006
Festa storica paesana...
Come in una favola di un tempo che fu c’era una volta a Montecorone, un certo Goffredo che rappresentò la località Porcilia nel giuramento di fedeltà che gli uomini della Pieve di Trebbio fecero al Comune di Modena nel 1197.
E c’era anche, perduta fra i boschi e nel paniere delle cose perdute, una piccola chiesa con annesso il suo cimitero che aveva il nome di san Biagio di Purcia. Nomi che suggeriscono paesaggi cancellati dallo scorrere del tempo, terre incolte dove i porci pascolavano alleo stato brado, boschi di querce che seminavano tappeti di ghiande dove lui, “il Re”, prosperava e faceva prosperare. Chi altri se non lui. Sua Maestà il Porco. Lui, l’unico riconosciuto sovrano, che deteneva il cuore di ogni suddito del suo popolo, fosse nobile o plebeo. Buono per la tavola dei ricchi e dei potenti e per le pignatte dei focolari più umili. Che nella preziosità colta della lingua latina lo si chiami porcus o porculus, o maiale in ricordo dei sacrifici della dea Maia, che si chiami suo padre verro o su madre troia o scrofa, sua sorella porcella o porchetta, è sempre lui. Generoso e prezioso, abbondante, accomodante, multiforme, versatile.
Sanguinacci, salsicce fresche, salsicce passite, salami, culatelli, guanciali, cotechini, spuntature, filetti, zamponi, ciccioli, cotiche, coppe estive, coppe di testa, mortadelle, braciole, ariste, lombi, lonze, trippe, strutto, capocolli, copponi, musi, teste, zampetti, fegato, lardo.
Del Re non si butta via niente, tutto viene composto in una fantasia barocca lussureggiante e lussuriosa di sapori e condimenti. Da mangiare subito in una festa immediata e che fedelmente non ti abbandona nei lunghi inverni quando la terra è avara. Che, come tanti uomini pur ricchi di virtù, gode di miglior fama da morto che da vivo, perché nei suoi confronti le calunnie fisiche e morali si sprecano. Sporco, ingordo, disgustoso, puzzolente, obeso. Lussurioso, perverso, impuro e perfino demoniaco. A Montecorone esiste ancora il toponimo Porcia. In questi giorni troppo sazi di cibo quotidiano, nel gioco del tempo che ha ancora voglia di antichi carnevali, il Re ritorna a celebrare se stesso, nell’allegria popolana di un Paese di Cuccagna che non c’è più ma che ha ancora l’odore dei dì di festa.
Località: MONTECORONE (ZOCCA)
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